Artrite idiopatica giovanile

Artrite idiopatica giovanile

In ambito medico si definiscono con il termine di artrite idiopatica giovanile alcune malattie articolari infiammatorie, di cui ancora non è nota la vera eziologia, ma che non presentano affinità con altre forme di artrite. Questo quadro clinico è tipico dell’età giovanile in quanto il suo esordio si verifica in genere prima dei 16 anni e la sua durata si attesta in un range temporale di circa 6 settimane. Vengono definite artrite idiopatica giovanile le seguenti patologie: l’artrite idiopatica giovanile ad esordio sistemico nota in precedenza con il termine di malattia di Still; l’artrite oligoarticolare; la poliartrite con fattore reumatoide positivo; la poliartrite con fattore reumatoide negativo; l’artrite associata ad entesite; la forma giovanile di artrite psoriasica. Dal punto di vista diagnostico questo gruppo di malattie viene identificato sulla base di precisi criteri clinici, ma ricerche genetiche correlati da conferme di tipo genetico che si avvale delle analisi di linkage con gli antigeni HLA. Da diversi studi è emerso che i meccanismi che provocano infiammazione nel contesto dell’artrite idiopatica giovanile sono da ascrivere a due altre molecole pronfiammatorie, la interleuchina-1 e l’interleuchina-6, che causerebbero infiammazione articolare e febbre elevata.

Approccio terapeutico

artrite idiopatica giovanile
artrite idiopatica giovanile

L’approccio terapeutico dell’artrite idiopatica giovanile richiede una stretta collaborazione tra diversi specialisti quali pediatri, reumatologi, fisioterapisti, ortopedici, psicologi i quali possono garantire al paziente un trattamento globale da adattare al singolo soggetto affetto. Tra le recenti cure che si sono imposte con maggiore efficacia in ambito medico bisogna segnalare la validità degli approcci bioterapeutici che hanno come bersaglio le citochine infiammatorie, un’altra terapia farmacologica è rappresentata dall’assunzione di metotrexate; se queste strade terapeutiche non sono efficaci si possono prescrivere altri trattamenti farmacologici che includono l’uso della talidomide, un antagonista del recettore dell’interleukina-1 (anakinra) e l’anticorpo monoclonale (MRA) diretto contro il recettore dell’interleukina-6 (IL-6R). Da recenti ricerche è emersa l’efficacia di due diversi farmaci nella terapia della artrite idiopatica giovanile sistemica, che costituisce la più severa delle forme di artrite cronica dell’infanzia, si tratta dei farmaci canakinumab e tocilizumab: il primo è un anticorpo che contrasta l’interleuchina 1, il secondo invece rivolge la propria azione contro il recettore solubile di interleuchina 6; in pratica è stato dimostrato che molti pazienti che hanno utilizzato uno dei due farmaci vanno incontro a remissione della malattia oppure possono beneficiare di un miglioramento significativo.