Panencefalite subacuta sclerosante complicanza del morbillo

Panencefalite subacuta sclerosante complicanza del morbillo

Tra le possibili complicanze del morbillo, la panencefalite subacuta sclerosante si presenta come un disturbo progressivo che può avere talvolta una prognosi letale. Il quadro clinico di solito si evidenzia a distanza di alcuni mesi oppure anni dopo l’infezione che ha provocato il morbillo, ossia quando il virus del morbillo si riattiva. Il virus del morbillo è in grado di invadere il cervello attivando sin da subito i sintomi dell’encefalite, in alcuni casi invece l’agente virale rimanere latente per molto tempo senza causare manifestazioni nel paziente. I principali sintomi della panencefalite subacuta sclerosante sono rappresentati da: dimenticanza, disattenzione, scatti d’ira, distrazione, insonnia, calo nel rendimento scolastico, allucinazioni, movimenti muscolari incontrollabili, convulsioni. Il paziente può presentare degli improvvisi scatti muscolari di braccia, testa o di tutto il corpo, nel decorso della patologia possono sorgere anche convulsioni a cui si associano movimenti muscolari incontrollabili, durante il decorso della panencefalite subacuta sclerosante in genere le capacità intellettive e di linguaggio vanno incontro ad un continuo deterioramento; in seguito i muscoli del corpo del paziente si irrigidiscono causando delle severe difficoltà nel processo di deglutizione provocando soffocamento e polmonite ab ingestis.

Come si diagnostica il quadro clinico

panencefalite subacuta sclerosante
panencefalite subacuta sclerosante

Per diagnosticare il quadro clinico della panencefalite subacuta sclerosante si esaminano principalmente i sintomi, ma per una maggiore conferma si eseguono le analisi del sangue da cui si riscontra la presenza di alti livelli di anticorpi contro il virus del morbillo nel sangue; sono di grande ausilio anche alcune analisi strumentali quali un elettroencefalogramma che risulta alterato, si può eseguire anche una risonanza magnetica per immagini oppure una tomografia computerizzata (TAC) da cui si rilevano delle significative anomalie cerebrali. Non esiste una cura adeguata per questa complicanza, si usano soprattutto i farmaci anticonvulsivanti per controllare le crisi convulsive, in alcuni casi può avvenire la morte nel giro di 1-3 anni dovuta soprattutto alla polmonite, questo perché non è facile arrestare la progressione della malattia.